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La Cassazione a Sez. Un., (sentenza n. 23397 del 17.11.2016) ha affermato che la prescrizione di dieci anni prevista dall'art. 2953 c.c. decorre dal passaggio in giudicato della sentenza e che l'eventuale conversione della prescrizione breve in quella decennale trova il proprio fondamento nella sentenza stessa. Ne consegue che tutti gli altri titoli che legittimano la riscossione coattiva mediante ruolo, compresa la cartella di pagamento e l'accertamento esecutivo, non sono idonei ad acquistare efficacia di giudicato. Per cui la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto produce solo l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, ma non determina anche la conversione del termine di prescrizione breve in ordinario di dieci anni.
Con nota Prot. n. 415099 del 23/12/2016 la Direzione Generale Per Il mercato, La concorrenza, Il consumatore, La vigilanza e La Normativa Tecnica, del Min. Svil. Economico, ha affermato che la disciplina inerente le società tra professionisti costituisce, allo stato attuale, l'unico contesto nel cui ambito è possibile "l'esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile".
L'amministrazione finanziaria, in base ai dati presenti nell'Anagrafe tributaria e raccolti presso soggetti terzi come i sostituti d'imposta, può presumere l'esistenza di un rapporto di lavoro dipendente non dichiarato. Il contribuente, però, può contrastare tale addebito grazie alla prova negativa generata da altrettante presunzioni, ad esempio dimostrando la non compatibilità del proprio rapporto di lavoro a tempo pieno con un'ulteriore attività lavorativa oppure la falsità dei documenti ottenuti dal fisco tramite perizia grafologica. Così si è espressa la Ctr Lombardia con la sentenza 6117/01/2016 (presidente Labruna, relatore Missaglia).
Pignoramento dello stipendio del manager, la sentenza della Cassazione a s.u. 1545/2017; Data di pubblicazione: 21/01/2017.
La Cassazione civile, S.U, con sentenza 28 dicembre 2016, n. 27073 ha affermato i seguenti principi di diritto: a) il decreto con cui il tribunale dichiara l'inammissibilità della proposta di concordato, ai sensi dell'art. 162, comma secondo, legge fallim. (anche eventualmente a seguito della mancata approvazione della proposta, ai sensi dell'art. 179, primo comma) ovvero revoca l'ammissione alla procedura di concordato, ai sensi dell'art. 173, senza emettere consequenziale sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, non è soggetto a ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma settimo, Cost, non avendo carattere decisorio; b) viceversa, il decreto con cui il tribunale definisce (in senso positivo o negativo) il giudizio di omologazione del concordato preventivo, senza emettere consequenziale sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, ha carattere decisorio, ma, essendo reclamabile ai sensi dell'art. 183, primo comma, legge fallim., non è soggetto a ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma settimo, Cost., il quale è proponibile avverso il provvedimento della corte d'appello conclusivo del giudizio sull'eventuale reclamo.
Definizione agevolata ai sensi del DL n. 193/2016 convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016.
La Definizione agevolata prevista dal decreto legge n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016, in vigore dal 3 dicembre, si applica alle somme riferite ai carichi affidati a Equitalia tra il 2000 e il 2016.
Chi intende aderire pagherà l'importo residuo delle somme inizialmente richieste senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.
Per aderire alla definizione agevolata è necessario compilare il modulo DA1 in ogni sua parte.
Il modulo può essere compilato anche on line. Al termine della compilazione sarà necessario stamparlo, firmarlo e presentare la domanda, entro il 31 marzo 2017 (prorogato al 21 aprile):
• presso gli Sportelli dell'Agente della riscossione;
• alla casella e-mail/pec della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento, inviando il modulo DA1, debitamente compilato in ogni sua parte, unitamente alla copia del documento di identità.
Equitalia Servizi di riscossione comunicherà al contribuente entro il 31 maggio 2017 l'ammontare complessivo delle somme dovute e gli invierà i bollettini di pagamento.

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